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Ecografia endoanale

Proctologia > Diagnostica
Ecografia endoanale

L'ecografia endoanale con sonda rotante è un esame utile per lo studio dell'anatomia degli sfinteri. E' pertanto un indagine complementare agli esami che valutano invece la fisiologia, ovvero la funzione anorettale, quali la manometria e la defecografia. Con questa indagine è possibile diagnosticare anche neoplasie del canale anale e del retto basso.


Indicazioni all'esame:

incontinenza fecale, studio di fistole e ascessi anali, proctalgia fugax, lesioni sospette del canale anale e del retto basso, stadiazione di neoplasie.


Come si svolge l'esame:

l'esame, condotto in decubito laterale sinistro senza necessità di alcuna preparazione intestinale, viene eseguito inserendo nel canale anale una sonda rettilinea da 7 MHz il cui trasduttore ruota meccanicamente ad una velocità variabile tra i 1.9 e 2.8 cicli per secondo. Una volta inserita la sonda viene analizzato l'intero canale anale valutandone la porzione più profonda, l'intermedia e la più superficiale. L'immagine che si ottiene è a 360° così da ottenere una visione completa dell'apparato sfinteriale. A volte, per completezza diagnostica, l'esame si esegue per via vaginale.  


Valutazioni ecografiche:


Da un punto di vista ecografico le strutture che formano il canale anale appaiono come una serie di anelli concentrici a diversa ecogenicità, completi o interrotti a seconda del livello di scansione. Al centro dell'immagine è visibile l'apparecchio, subito intorno si può apprezzare un sottile strato ipoecogeno rappresentato dalla mucosa e al di sotto di essa uno strato iperecogeno dovuto alla sottomucosa, che nel canale anale viene più propriamente definito tessuto sottoepiteliale. Esternamente al tessuto sottoepiteliale si trova uno strato ipoecogeno completo, lo sfintere anale interno, con spessore variabile tra 1.5-4mm nell'uomo e 2-4mm nella donna. Le caratteristiche dello sfintere anale interno si modificano con l'età. Anche l'ecogenicità si modifica ma per fenomeni compensatori. Intorno all'anello ipoecogeno dello sfintere anale interno, si evidenzia un sottile strato iperecogeno che rappresenta il muscolo longitudinale intersfinterico. L'ultimo anello da analizzare, il più esterno, è quello iperecogeno che rappresenta la sfintere

anale esterno. Lo spessore medio di questultimo  è di circa 6 mm e le sue caratteristiche appaiono diverse a seconda dell'altezza del livello del canale anale indagato. La parte prossimale, profonda, non si distingue dal muscolo pubo-rettale, ed appare come una struttura iperecogena, a fionda, che circonda il retto posteriormente e lateralmente senza congiungersi anteriormente per la presenza del corpo perineale. Più distalmente, nelle sue porzioni media e superficiale, lo sfintere esterno si evidenzia come un anello iperecogeno continuo ad ecogenicità mista. Le immagini in base al tipo di apparecchiatura possono essere elaborate in 2D o in 3D.

Si possono quindi rilevare le seguenti alterazioni:
1.   anormalità dello sfintere interno: danni di tipo traumatico e/o chirurgico che si manifestano come una interruzione dello strato ecogenico o come irregolarità dello spessore; aumenti di spessore che possono essere presenti nel dolore anale, nella  sindrome dell'ulcera solitaria del retto, nel prolasso rettale.
2.   anormalità dello sfintere esterno: anche in questo caso appare una interruzione sfinteriale che può essere post-traumatica e/o post-chirurgica. Frequentemente il danno è di tipo ostetrico, non sempre causato dall'episiotomia.

 
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