Manometria anorettale - SITO INFORMATIVO DEL DOTT. MASSIMO CAPOROSSI

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Manometria anorettale

Proctologia > Diagnostica
Manometria anorettale

La manometria anorettale studia le pressioni del canale anale, valuta la coordinazione motoria tra retto ed ano e definisce le sensazioni rettali. Le informazioni fornite sono utili per testare i meccanismi della continenza ed indispensabili per diagnosticare una disfunzione ano-rettale.


Indicazioni all'esame:

Incontinenza fecale per la valutazione dello sfintere anale interno (a riposo) e dello sfintere anale esterno (in contrazione); ostruita defecazione per evidenziare una contrazione paradossa del muscolo pubo-rettale, un rilasciamento sfinteriale insufficiente (inferiore al 20%) oppure un buon rilasciamento interrotto da brusche contrazioni; ragade anale per valutazione funzionale degli sfinteri; valutazione funzionale pre-operatoria (interventi per patologie anorettali, prima di ricanalizzazione dopo Hartmann); proctalgia da sospetto ipertono sfinteriale; per lesioni o malattie neurologiche; nei bambini e nei giovani in cui, in presenza di megaretto, si debba distinguere una malattia congenita agangliare (morbo di Hirshsprung) da una forma funzionale.


Come si svolge l'esame:

L'apparecchio è costituito da un cateterino semirigido a perfusione continua con aperture radiali e elicoidali in modo da registrare contemporaneamente in vari punti rispetto alla lunghezza e alla circonferenza del canale anale; in punta è presente un palloncino che, gonfiato ad aria, serve ad evocare il riflesso inibitorio e a valutare la sensibilità rettale. Il catetere è raccordato ad un trasduttore e a sua volta ad un poligrafo multicanale computerizzato.
L'esame viene eseguito a retto vuoto, dopo un clistere di pulizia eseguito 3 ore prima dell'esame, con il paziente in decubito laterale sinistro. Il catetere lubrificato viene introdotto nel retto e ritirato progressivamente (manovra di pull-through) rilevando i dati pressori a riposo, in contrazione e dinamici.


Valutazioni manometriche:

L'esame manometrico studia vari aspetti della funzionalità anorettale:

1. Pressione basale del canale anale: riflette l'attività tonica degli sfinteri a riposo. Circa l'80% è dovuto allo sfintere anale interno

2. Riflesso retto-anale inibitore: è un riflesso proprio dello sfintere anale interno che viene evocato insufflando un palloncino posizionato nel retto e consiste in una caduta pressoria nel canale anale. L'entità e la durata del calo pressorio è dipendente dal volume insufflato. Prima del rilasciamento compare sempre un'aumento di pressione che corrisponde alla contrazione riflessa dello sfintere anale esterno.  

3. Contrazione massima volontaria: al paziente viene chiesto di contrarre lo sfintere in modo massimale e mantenere la contrazione il più possibile. Una riduzione della pressione e della durata di contrazione può essere riferita ad una lesione dello sfintere anale esterno.

4. Sensibilità rettale: gonfiando progressivamente il palloncino in punta al catetere, si può rilevare la prima sensazione di corpo estraneo nel retto, la sensazione di urgenza alla defecazione e il massimo volume tollerabile, sotto forma di dolore.

5. Test di espulsione del palloncino: viene eseguito al termine della manometria. L'espulsione o meno del palloncino sotto ponzamento può fornire informazioni sulla coordinazione motoria retto-anale.



 
 
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