Prolasso rettale - SITO INFORMATIVO DEL DOTT. MASSIMO CAPOROSSI

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Prolasso rettale

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Buongiorno, da giugno ho dei disturbi molto strani: inizialmente mal di pancia non forte verso il basso zona utero con pesantezza. Pertanto mi rivolgo al mio ginecologo che dopo aver effettuato eco sia pelvica che interna ed avermi fatto fare esami del sangue, vari fattori tumorali, pap test dove tutto risulta negativo mi dice di provare a sentire o proctologo o gastroenterologo. Nel frattempo i distrurbi si trasmettono nella zona anale, come se avessi lo stimolo di andare in bagno, ritornano nella zona vaginale oppure nella zona bassa dorsale, ma non sono dolori bensì spasmi che poi improvvisamente passano e ritornano e così di seguito. Cosa devo fare?

Risposta: Probabilmente i suoi disturbi sono dovuti ad un problema rettale: o si tratta di una proctite oppure di una forma di prolasso. Nel primo caso in genere si associa la iperproduzione di muco e a volte piccole perdite di sangue, nel secondo può esserci stipsi. In ogni caso Le consiglio una visita proctologica per poter porre una diagnosi o per programmare alcuni esami specifici.

Ho subito un intervento S.T.A.R.R. con esito positivo, ora dovrei fare la fisioterapia riabilitativa. Vorrei dunque sapere cosa propone, quanto dura la terapia.

Risposta: Mi sembra che rispetto ai tempi di guarigione delle ferite sia un pò troppo presto per iniziare la rieducazione del pavimento pelvico. Avrei comunque bisogno di sapere se la terapia riabilitativa è per incontinenza fecale o per dissinergia sfinteriale. In ogni caso il trattamento dura in genere dalle 8 alle 10 settimane.

2 anni fa ho fatto l'intervento,e a distanza di questi due anni , mi è ritornato il prolasso. Il fatto è che quando vado in bagno , mi esce di fuori un bel pezzo di prolasso.Mi può dire come mai il chirurgo che mi ha operata non mi ha dato tante spiegazioni, lui dice che posso avere un intestino piu lungo del normale. Io vorrei sapere il suo punto di vista. A questo punto da quanto ho capito mi devo rioperare.

Risposta: Da come mi descrive il quadro clinico probabilmente lei si dovrà rioperare. Comunque sarebbe importante sapere che tipo di tecnica è stata adottata al primo intervento e se lei è stitica. In quest'ultimo caso potrebbe temporaneamente risolvere con una dieta e con integratori. In ogni caso è necessaria una valutazione proctologica per consigliare ulteriori accertamenti ed eventualmente porre una indicazione chirurgica.

E' stata usata la tecnica della Starr ed ho risolto il problema  di neanche il 50%, con la defecografia è risultato che nella massima spinta c'è una comparsa di invaginazione intrarettale e prolasso mucoso rettale. Il mio dottore non mi da spiegazioni!! Lei saprebbe dirmi perchè?

Risposta:  Se la Rx defecografia è successiva all'intervento di STARR possiamo dire che l'operazione non ha risolto completamente il problema e quindi se per di più lei è stitica penso che dovrà rioperarsi. Il problema può essere a questo punto il tipo di intervento da adottare !!! solo una visita proctologica ed un attento esame del quadro clinico e radiologico possono indirizzare verso un determinato tipo di intervento.  

Rx defecografia referto: L'INDAGINE E' STATA ESEGUITA PREVIA OPACIZZAZIONE DELLE ANSE ILEALI E DELLA VAGINA, MEDIANTE INTRODUZIONE DI 180CC DI SOLFATO DI BARIO NELL'AMPOLLA RETTALE. NON SI E' EVIDENZIATA LA INCONTINENZA A RIPOSO E DURANTE LA MANOVRA DI VALSAVIA. BUONA ATTIVITA' DEL MUSCOLO PUBO-RETTALE CHE DETERMINA UNA RIDUZIONE DI AMPIEZZA DELL'ANGOLO ANO-RETTALE E CONTEMPORANEAMENTE EVIDENZIA PRESENZA DI RETTOCELE ANTERIORE. DURANTE LA FASE DEFECOGRAFICA OLTRE AL RETTOCELE ANTERIORE SI EVIDENZIA PROGRESSIVA FORMAZIONE DI INVAGINAZIONE RETTALE DISTALE. CONCOMITA ECTASIA DEL PLESSO EMORROIDARIO. VORREI UN CONSULTO DA LEI, PER SAPERE COME INTERVENIRE CHIRURGICAMENTE. IO DEVO EFFETTUARE MANOVRE MANUALI, TUTTI I GIORNI, PRENDO UN ANTI-TROMBO CHIAMATO ARVENUM 500 3 PASTIGLIE AL DI' NELLA MANOVRA MANUALE, IO DEVO INTRODURRE IL DITO NELL'ANO, CERCANDO DI PASSARE ATTRAVERSO LE EMORROIDI ESTERNE CHE SONO MOLTO DOLENTI, GRANDI E CON DELLE PARTI DURE COME PIETRE, UNA VOLTA INSERITO IL DITO NELL'ANO, DEVO PRIMA SVUOTARE L'AMPOLLA ANALE, DOPODICHE' DEVO ANDARE VERSO LO SFINTERE E TOGLIERE ALCUNI FECALOMI, POI TENERE APERTO CON IL DITO LO SFINTERE E SPINGERE COME SE DOVESSI PARTORIRE, MA NON SCENDE NULLA, A VOLTE NON MI FA NEANCHE ENTRARE CAUSA IL PROLASSO, INFATTI INSISTENDO, RIESCO A ENTRARVI E TENENDO IL PROLASSO SPOSTATO CON IL DITO SULLA PARTE DESTRA, CERCO DI SPINGERE E POI CON IL DITO MESSO A UNCINO, RECUPERARE LE FECI E PORTARLE VIA. SE NON FACCIO QUESTA MANOVRA, NON RIESCO NEANCHE A FARE ARIA, INFATTI QUANDO LO FACCIO A VOLTE ESCE ARIA COME SE AVESSI PIGIATO UN BOTTONE E ESCE TUTTA DI BOTTO. NON E' VITA, VORREI SAPERE SECONDO LEI, CHE TIPO DI INTERVENTO CHIRURGICO DOVREI EFFETTUARE.

Risposta:  Effettivamente la Sua situazione è grave. Credo che l'unica via per uscirne sia l'intervento chirurgico che in questo caso sarebbe sicuramente una STARR forse con TRANSTAR. Se vuole l'intervento lo può vedere su disegni esplicativi nella sezione chirurgia generale del sito. Inoltre e' obbligatorio effettuare una manometria anorettale e una colonscopia. Al termine dopo aver valutato tutte le indagini e, soprattutto, dopo una accurata visita proctologica e ginecologica, verrà posta l'indicazione chirurgica. I risultati in genere sono molto buoni e restituiscono, in particolare a Lei che è così giovane, una buona qualità di vita.

Buongiorno, sono una donna di 50 anni, in passato sono già stata operatata con il metodo del Dott. Longo, devo però sinceramente affermare di non aver trovato grossi miglioramenti. Ho sempre sofferto con il colon, da giovane con grossi problemi di stitichezza che poi da un pò di anni a questa parte si sono alternati a lunghi periodi invece di defecazione diarroica con forti dolori addominali sia prima che dopo l'evacuazione. In questo momento mi si sono di nuovo infiammate le emorroidi (in passato diagnosticate non emorroidi ma "noduli emorroidali" in quanto non hanno mai sanguinato e difficili da far sgonfiare". Posso dire che questo problema mi ha veramente condizionato la vita. In questi giorni ho dovuto eseguire un esame approfondito delle feci in quanto la diarrea non passa nonostante io abbia fatto delle cure, sono in attesa di avere le risposte. Se fosse possibile vorrei avere una sua consulenza in merito e sapere SE PRIMA è CONSIGLIABILE LA VISITA GASTROENTEROLOGICA APPROFONDITA

Risposta: I problemi qui sono due: da una parte c'è una forma di intestino irritabile accompagnato forse da una intolleranza alimentare, e dall'altra c'è la presenza di noduli emorroidari residui dopo intervento di Longo. Per quanto riguarda il primo problema farei prima i test per l'intolleranza al glutine e al lattosio, oltre al dosaggio del calprotectina fecale e dei markers infiammatori generici (VES, PCR, etc) e poi una visita gastroenterologica. Naturalmente sempre che l'esame delle feci non venga positivo per una qualche infezione che in tal caso avrebbe un trattamento diverso. Invece i noduli emorroidari, se danno fastidio, andrebbero trattati con terapia medica e legature elastiche dei noduli.


















 
 
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