Varie - SITO INFORMATIVO DEL DOTT. MASSIMO CAPOROSSI

!--Start of Zopim Live Chat Script-->
CASTELLI.IT
  PROCTO
Vai ai contenuti

Menu principale:

Varie

Chiedi al Medico

Volevo avere un consiglio da lei. L'anno scorso a seguito di un taglio cesareo per far nascere la mia bambina i dottori mi provocarono una fistola retto vescicale a seguito della quale dovetti portare una stomia per ben quattro mesi. Il problema sorge adesso e non sò quale alimentazione sia adeguata al mio caso perchè mi manca anche l'ampolla rettale ed è per questo che vado in bagno spesso con scariche frequenti.

Risposta: Se ho ben capito Lei ha subito un intervento di resezione retto-colica secondo Hartmann che prevede una colostomia terminale e l'affondamento del retto. Successivamente Le è stata chiusa la colostomia ricanalizzando l'intestino con una anastomosi colo-rettale. E' chiaro che adesso la capacità della sua ampolla rettale è notevolmente diminuita e quindi si giustificano i frequenti episodi di stimolo e le ripetute evacuazioni. Tenga presente che dopo circa un anno, se l'anastomosi non determina una stenosi, si recupera una certa ampiezza del retto con la formazione di una neo-ampolla. Pertanto per ora il consiglio che le posso dare è quello di mantenere compatte le sue feci con l'assunzione di fibre alimentari e/o fibre supplementari con i prodotti in commercio.

Ho 70 anni dieci anni fà sono stato operato al colon retto per un carcinoma e dopo sono stato sottoposto a 4 cicli di chemioterapia e radioterapia preventiva. Il mio problema è che non riesco ad evacuare spontaneamente perchè non ho stimoli, causa una stenosi. Per non ricorre ai lassativi mi faccio dei clisteri di acqua tiepida per provocarmi degli stimoli. Ho fatto presente il problema all'oncologo ad ogni visita di controllo annuali che eseguivo e la risposta era che purtroppo questo problema era dovuto al tipo di intervento. Ieri ho fatto una visita di controllo e all'oncologo le ho raccontato il mio problema e mi ha consigliato dei cicli di Biofeeback . Lei pensa Dottore che eseguendo questi cicli di Biofeedback la mia situazione possa migliorare? desidererei un suo parere.

Risposta: La ringrazio per avermi mandato le immagini della sua colonscopia. Tuttavia non mi è molto chiaro il tipo di intervento che ha eseguito: mi serve di sapere dove era localizzato il tumore e che tipo di intervento ha fatto. Dalle immagini sembrerebbe che Lei abbia due anastomosi, ileo-colica e colorettale. E' importante anche conoscere la quantità di retto rimasta, in centimetri dal margine anale. Senza queste informazioni non mi è possibile darle un consiglio.


Mio suocero, che ha 63 anni, negli ultimi giorni ha avuto difficoltà ad urinare. successivamente ha avuto anche difficoltà nel defecare regolarmente. allora si è recato al Pronto Soccorso, dove gli hanno diagnosticato un ingrossamento della prostata che in un prossimo futuro dovrà operarsi, e dall\'esame al dito anale gli hanno detto che vi erano piccole tracce di sangue. Gli hanno pertanto consigliato di recarsi da un proctologo ed eventualmente di effettuare una rettoscopia. Vorrei saper Egr. Dottore se è necessario o comunque consigliabile effettuare prima della visita dal proctologo una colon rettoscopia per poter valutare il tutto oppure se dalla visita si riesce comunque a diagnosticare qualcosa.

Risposta: In ogni caso di sanguinamento dopo i 50 aa è opportuno eseguire una colonscopia allo scopo di escludere patologie neoplastiche del colon-retto. Dopo aver effettuato l'esame sarà comunque necessaria una visita proctologica per gestire eventuali problemi inerenti l'anoretto.

Sono una 57enne con un carico notevole di interventi chirurgici, tutti superati (cisti ovariche, isterectomia totale a 23 anni, colecistectomia, gangliectomia toracica ecc). Dopo un decennio che convivevo con i diverticoli, il gastroenterologo che mi tiene in cura, a causa di frequentissime crisi mi ha consigliato l'intervento. Questo è stato programmato in laparoscopia. Il risultato? Peritonite e dopo 12 ore ulteriore intervento sempre in laparoscopia. Dopo ulteriori 24 ore nuova crisi di addome acuto e nuovo intervento in open. 12 ore dopo ero in rianimazione in coma con la diagnosi di ARDS e ileostomizzata. Successiva ripresa e scollamento ferita. A tre mesi mi ritrovo fuori dalla mia città, seguita da un chirurgo con la ferita quasi chiusa e pronta per la riconversione. Purtroppo da circa 2 mesi sullo stoma si sono formate delle ragadi che mi procurano sofferenze pazzesche e sono costretta a tirare avanti con antidolorifici per cui la riconversione per me è una liberazione. Ora però inizia la paura della colonscopia e relativa preparazione. La domanda che Le pongo è la seguente: è proprio necessario effettuare tale esame? E la preparazione potrebbe procurarmi ulteriori problemi tipo coliche? Non ho il coraggio di chiedere ciò al chirurgo che mi opererà ma non ho nemmeno quello di affrontare gli esami.
Risposta: Dal suo racconto che mi ha particolarmente colpito per le complicanze, anche molto gravi, che le sono capitate mi pare di capire che comunque durante l'ultimo intervento in open le hanno mantenuto la continuità del colon anche se sono stati costretti a fare una ileostomia derivativa. Se è così non serve una colonscopia ma un semplice Rx clisma opaco per controllare l'integrità della anastomosi e il regolare transito del bario lungo il colon. Questo è indispensabile per chiudere una stomia in sicurezza.
Un anno fa a seguito di diarrea consistente prolungata mi fu prescritta una colonscopia dove fu riscontrata una rettocolite ulcerosa nel primo tratto del retto, ora è in fase di remissione con due pastiglie di mesavancol al giorno, nonostante cio' ho un continuo disturbo tipo bruciore nella zona interglutea appena al di sopra dell'ano e l'osso sacro, ho effettuato diversi esami, risonanza magnetica, visita proctologica, ecografia transrettale che non hanno evidenziato nulla se non un ipertono con trigger point. Ho notato anche che subito dopo la defecazione sempre appena sopra l'ano si sente come una leggera pretuberanza dura come se fosse un nervo che dopo poco rientra. Il disturbo praticamente assente nella stazione eretta, percepibile solo stando seduto o sdraiato anche se su un fianco.
Risposta: Bisognerebbe sapere:   in corrispondenza del bruciore intergluteo c'è una zona di dermatite? (appare arrossata), la protuberanza che Lei apprezza dopo le evacuazioni e che si riduce spontaneamente è stata vista dal proctologo che l'ha visitata? e infine, ha fatto di recente una anoscopia o rettoscopia di controllo?

Grazie infinite per l'immediata risposta. A vista nella zona esterna interglutea, fra l'ano e l'osso sacro in corrispondenza del disturbo, a seguito anche di visita dermatologica, non presenta segni di dermatiti o rossore, della pretuberanza ne ho parlato al proctologo ma purtroppo non era visibile perchè come le ho scritto lo è solo dopo la defecazione, ho effettuato un' anoscopia ma la visita non ha evidenziato niente di anomalo. Cercando di documentarmi ho visto che in quella zona c'é il muscolo ano coccigeo, è possibile che la rettocolite abbia causato una infiammazione anche del medesimo. Quale altro esame mi suggerisce sia possible effettuare per scoprire l'origine di tale disturbo. Dimenticavo di dirle che la mattina é praticamente inesistente e si presenta maggiormente verso sera dopo la giornata di lavoro.

Risposta: il problema potrebbe essere legato ad un rettocele posteriore oppure al un difetto muscolare del pavimento pelvico. E' opportuno eseguire una Rx defecografia.



 
 
Bookmark and Share
Torna ai contenuti | Torna al menu